Il restauro della chiesa di San Bernardo



L’idea di ristrutturare la chiesa è nata anni fa, quando l'allora parroco, p. Carlo Radrizzani, ha manifestato l’esigenza di migliorarne l'illuminazione e di sostituire la pavimentazione.
A fronte della proposta di effettuare i due interventi reputati più urgenti era stata avanzata l’idea di far svolgere anche delle indagini stratografiche: c’era il sospetto infatti, sostenuto dalla tradizione popolare, che la tinteggiatura che ricopriva le pareti, lasciando in vista solo un affresco attribuito a Luigi Valloni, datato 1538 e raffigurante S. Rocco, potesse celare altri affreschi.
Nel mese di luglio 2008 l'indagine stratigrafica effettuata dalla restauratrice Anna Triberti ha confermato la presenza di affreschi sulle pareti laterali e sull'abside.
Nel corso dell’estate 2010 il nuovo parroco, p. Angelo Melocchi, l’amministratore economico della parrocchia, don Francesco Abbiati, ed il Sindaco di Faedo Valtellino, arch. Giordano Caprari, hanno voluto l’avvio di un primo intervento di restauro, che ha consentito di riportare alla luce sulla parete nord la stupenda "Ultima cena", risalente ai primi anni del XV secolo.
I lavori di restauro, sotto la direzione dell’arch. Luca De Paoli, sono proseguiti nell’estate del 2011 e si sono concentrati sul lato destro dell'arco trionfale e su parte dell’abside, consentendo nuove scoperte: una Vergine con Bambino in trono e i santi Bernardo da Chiaravalle e Antonio Abate, attribuibili a Vincenzo De Barberis.
Successivamente i lavori di restauro hanno interessato l’intero catino absidale, mostrando un Cristo Pantocratore, il cui volto purtroppo è irrimediabilmente compromesso da una profonda crepa, circondato dai quattro simboli degli Evangelisti. Sul lato sinistro dell’abside è raffigurato San Giorgio, patrono della chiesa matrice di Montagna.

Il progetto complessivo del restauro si sviluppa in tre differenti fasi:
la prima, tuttora in corso, riguarda la scopertura ed il restauro dell'intero ciclo degli affreschi;
la seconda fase prevede la sistemazione della pavimentazione con la rimozione dell’attuale strato di cemento e la sostituzione con lastre di pietra e dall’altro il miglioramento del sistema di illuminazione che sia adeguato anche alla valorizzazione dei dipinti; verrà effettuato un sondaggio nella pavimentazione, nella zona di fronte all’altare, scavando fino a due metri di profondità, per rilevare le antiche fondamenta e anche per controllare la presenza di eventuali reliquie;
la terza ed ultima fase riguarderà la parte frontale esterna della chiesetta con il ripristino della facciata: il programma di intervento vedrà la rimozione delle parti di intonaco e cemento e la loro sostituzione con calce.