L'indagine stratigrafica


L'indagine stratigrafica è stata realizzata nel mese di luglio del 2008 per accertare la presenza di intonaci originari, coloriture e/o apparati decorativi sulle superfici parietali della Chiesa. 
L’interno è ad aula unica con la copertura a capriate e con travi a vista.
Le pareti dell’aula si presentano con tinteggiature molto disomogenee di color giallo.
Nella zona inferiore è dipinta una zoccolatura (h. 1,20) di color grigio-marrone con puntinature nere e bianche ad imitazione della pietra.
L’abside, a pianta semicircolare con volta a botte, si presenta dipinta con tinteggiatura di color rosa.
Il colore si presenta non più omogeneo ma con colature e sbiancamenti e con uno strato di sporcizia atmosferica depositatasi su tutte le pareti.
L’indagine, condotta con una serie di 64 saggi stratigrafici, ha portato in luce una stesura originaria consistente in un intonaco di finitura a fine granulometria, ben pressato; la tecnica d’esecuzione appare a buon fresco.
L’intonachino dei dipinti è steso direttamente sulla struttura muraria. Il restante intonaco sopralivello rispetto ai dipinti si suppone sia stato steso durante un intervento manutentivo; la stesura originaria della muratura sembra essere, dai primi elementi raccolti, un intonaco a raso pietra.
La colorazione attualmente visibile e la colorazione appena sottostante sono riferibili ad interventi manutentivi otto-novecenteschi con uso esclusivo di tinte di tonalità di media intensità, marroni, ocra, terra di siena bruciata e rosa.
Al di sotto di questi due strati vi è uno strato di calce bianca spessa anche diversi millimetri stesa sulle parti affrescate.
La tinta bianca, costituita da calce diluita in acqua, è ben indurita dai sali e forma uno strato molto tenace con il dipinto. La resistenza dello scialbo è, probabilmente anche causata dal fatto che, nell’interfaccia colore-scialbo non sono presenti stratificazioni di polveri e sostanze grasse che in molti casi favoriscono la separazione dei vari strati.